A cosa serve la Crusca d’Avena?

crusca di avenaDa un po’ di tempo si parla molto di associare alle diete dimagranti la Crusca d’Avena, un prodotto non sempre facile da reperire. In realtà, una volta tanto, si tratta di una diceria giustificata, perché questo alimento economico, inodore e insapore può essere utile sul serio.
L’Avena è usata prevalentemente come componente della biada (cioè il mangime per gli animali da fattoria), ma oggi se ne stanno riscoprendo il potere nutrizionale per gli esseri umani e l’utilità come coadiuvante nel dimagrimento e nelle sindromi metaboliche (iperglicemia e ipercolesterolemia).
In questo breve articolo vedremo velocemente cos’è, perché viene associata alle diete, cosa contiene e come è possibile assumerla.

Cos’è l’Avena?
L’Avena (nome botanico Avena sativa L.) è una pianta della famiglia delle graminacee, cioè parente del Grano, della Gramigna, della Segale e del Mais. Dai suoi fiori si sviluppano dei piccoli frutti duri (detti cariossidi). Questi frutti sono ricoperti da piccole foglie (brattee) che vi si attaccano tenacemente.
Ma che cos’è la Crusca?
Per Crusca si intende il residuo che si ottiene dalla fabbricazione della farina delle graminacee. Normalmente è costituito dalla sola parte esterna del frutto, detta tegumento, formato di fibre non digeribili dall’intestino umano, che quindi transitano senza apportare nutrimento. Nel caso dell’Avena, però, la Crusca contiene anche i frutti, ricchi di nutrienti, che sono così duramente attaccati al tegumento che è impossibile separarli.
Le fibre indigeribili della Crusca, una volta ingerite, tendono ad assorbire acqua e a gonfiarsi, dando un senso di sazietà; dopodiché transitano attraverso il tubo digerente senza essere assorbite.
La Crusca d’Avena, in particolare, è capace di assorbire acqua fino a 20 volte il suo volume. Tuttavia, essendo composta anche dai frutti ed essendo ricca di minerali (soprattutto Calcio, Magnesio, Silicio e Ferro) aggiunge anche un interessante potenzialità nutrizionale.
Inoltre, all’interno del lume intestinale, queste fibre formano una sorta di rete gelatinosa che ingloba zuccheri e grassi e li trascina fuori dal tubo digerente, diminuendo così l’impatto calorico dei pasti.

Ovviamente utilizzare la Crusca non deve esimerci dal mangiare giornalmente frutta e verdura (anch’esse ricche di fibre). Tuttavia può essere un valido aiuto contro la fame nervosa (induce senso di sazietà apportando pochissime calorie) e per migliorare la motilità intestinale, anche perché non ha bisogno di essere preparata ed è facile da aggiungere ai cibi.

A differenza di quanto si potrebbe pensare, la Crusca d’Avena non è sgradevole, perché insapore e inodore. Aggiunta allo yougurt, per esempio, non ne modifica il gusto. In genere si consiglia, specie per chi ha l’intestino sensibile, di iniziare con piccole dosi giornaliere, aumentando gradualmente (senza però eccedere). In ogni caso sarebbe bene non superare i 10g al giorno.
La Crusca in generale è sempre controindicata in chi soffre di problemi intestinali come diarrea, sindrome del colon irritabile e diverticolite.

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